La gestione del dolore

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La gestione del dolore

I moderni strumenti di gestione del dolore possono essere molteplici. Esistono numerose figure professionali che possono aiutarvi ad affrontare la vostra esperienza del dolore, ma attenzione: dietro a questo può nascondersi un vero e proprio incubo.

La seguente linea guida vuole essere un suggerimento per affrontare al meglio la scelta relativa al tipo di aiuto che ci occorre:

  • assicuratevi che ogni cosa che vi venga suggerita riguardante la vostra esperienza del dolore abbia senso per voi e vi aiuti nella comprensione di essa. Molto spesso ci si trova di fronte all’utilizzo di termini complessi che ci confondono e in molti casi creano imbarazzo nel paziente, portandolo inevitabilmente a non fare domande ed a rimanere con delle perplessità che minano in modo importante la comprensione. Non abbiate paura di chiedere tutto quello che riguarda l’anatomia o la fisiologia del corpo umano, il vostro professionista di fiducia sarà ben felice di rendervi più chiaro ciò di cui vi sta parlando. Loro stessi molte volte, per il problema sopramenzionato, sottostimano la capacità dei loro pazienti di poter comprendere determinati concetti. Il fatto che ci sia rivolti a loro per risolvere un problema non significa che non debbano essere supportati da parte vostra per svolgere al meglio il loro lavoro.
  • assicuratevi che alle vostre domande riguardanti il problema e la sua natura venga data una risposta che per voi sia completa e soddisfacente: pensieri e convinzioni giocano un ruolo essenziale nell’esperienza del dolore. Essi infatti sono dei veri e propri “impulsi” che creano una risposta all’interno del sistema nervoso attivandone contemporaneamente più aree alcune delle quali si occupano principalmente di movimento. Questa pre-attivazione delle cortecce motorie può causare, se troppo prolungata nel tempo, un invio massiccio e prolungato dei segnali di nocicezione e la conseguente perdita di capacità da parte del sistema nervoso stesso di modulare l’esperienza del dolore in corso.
  • evitate la totale dipendenza da una qualsiasi figura professionale, siete voi a dover avere il pieno controllo della situazione. Seguite esattamente i loro protocolli riabilitativi assegnativi per il vostro problema, ma evitate di cercare continuamente il loro supporto anche quando state ripetendo un elemento di un protocollo già precedentemente eseguito. Siate sicuri di ciò che state facendo, condizione che si realizza facilmente se prestate la massima attenzione durante le vostre sessioni di terapia o movimento. Non interpretate quello che vi viene detto di fare, perché è proprio in quel momento che comincerete ad avere dubbi sul vostro lavoro chiamando continuamente in causa il vostro professionista di fiducia. Ascoltate, imparate e riproducete.
  • abbiate sempre un obiettivo comprensibile per entrambi, voi e il professionista che vi sta seguendo nel vostro percorso di riabilitazione dal dolore. Come in numerosi aspetti sia della vita che dello sport, fissare un obiettivo da dover perseguire è di fondamentale importanza per creare un percorso gestibile e integrabile con la quotidianità. Il dolore cronico il 100% delle volte ci fa perdere la “bussola” facendoci cercare scorciatoie che hanno poco a che fare con strategie risolutive mirate. Voi e il vostro professionista di fiducia dovreste essere d’accordo sul tempo da dedicare al vostro problema, su quali strumenti utilizzare e in che maniera utilizzarli. Fate tutte le domande necessarie a questo scopo e non tralasciate nulla nell’esporre la vostra anamnesi.
  • l’esperienza del dolore che state vivendo di qualunque entità sia, è la vostra personale. Il dolore è il vostro sistema di protezione individuale e soggettivo. Una cura “universalmente” riconosciuta per un dato tipo di problema potrebbe non essere la soluzione adatta a voi. Non fermatevi alla prima opinione. Siate curiosi riguardo ai vostri problemi di dolore. Se non avete un professionista di riferimento con il quale avete instaurato un vero rapporto di fiducia non fermatevi alla prima porta. Se l’approccio che vi viene proposto vi sembra sentito molto spesso provate ad ascoltare anche pareri di diverse scuole di pensiero. Soltanto voi sapete qual’è l’entità del problema che state vivendo e soltanto voi siete in grado di dargli la giusta misura nel suo andamento giorno per giorno: fidatevi delle vostre sensazioni.

Decidete sin da subito come volete affrontare il vostro viaggio. Di una cosa potete essere certi fin da ora, che per ottenere il vostro risultato dovete… muovervi!

                                                                                                                                                                                   Daniele Pinto

  

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Simone Ciccia

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